Testo vincitore del bando di drammaturgia “Futuro Passato 2025 – Unione Europea”
Testo vincitore del premio di produzione di FESTIL_Festival estivo del Litorale 2026
Di là dell’Arcadia prende forma come un coro di dodici storie che, nel dialogo costante tra Mito e Presente, disegna i contorni di un’Europa intesa come un’epopea che, attraverso le sue carte, ha dato forma a corpi, territori e linguaggi, lasciando “di là” altre possibilità e significati.
NOTA
Il testo procede per stratificazioni, accostando il mito fondativo d’Europa al presente, il linguaggio burocratico alla parola poetica. Questa struttura corale attraversa una pluralità di voci e tempi, componendo un paesaggio frammentato in cui il senso emerge per accumulo e risonanza, più che per sviluppo narrativo lineare.
In questo orizzonte, l’Europa appare non tanto come progetto politico o comunità ideale, ma come dispositivo capace di organizzare il rapporto tra corpo, linguaggio e territorio attraverso forme di controllo, classificazione e norma. La scena assume questa tensione come materia, senza illustrarla, ma cercando di disarticolarne i meccanismi.
La messa in scena si costruisce attorno a una frizione costante tra parola e corpo. Da un lato la “carta” (legge, documento, testo) come spazio di fissazione del senso; dall’altro il corpo come luogo instabile, eccedente, non interamente traducibile. Lo spazio scenico diventa così un campo di forze in cui il linguaggio tenta continuamente di nominare e organizzare il reale, senza mai esaurirlo.
In questa tensione si inserisce una pratica che lavora sull’informe, non come assenza di forma ma come processo che espone la forma al rischio, la apre, la rende attraversabile. È in questo spazio che affiora la traccia di una dimensione altra: un femminile che non si configura come identità ma come postura, capace di incrinare le strutture date. Non rappresentazione, ma pratica che attraversa e disarticola. L’Arcadia si manifesta allora come soglia: non luogo da raggiungere, ma tensione che orienta il lavoro, apertura verso ciò che eccede il linguaggio e le sue forme di controllo.
una creazione also.known.as.
testo di Simone Corso
dramaturg Jovana Malinarić
con Carmelo Crisafulli, Jonathan Lazzini e Ksenija Martinović
consulenza costumi Katarina Vukčević
produzione Sardegna Teatro
in collaborazione con Tinaos
e con il supporto di Outis - Centro Nazionale di Drammaturgia Contemporanea
si ringrazia per la collaborazione Federico Bellini
un testo creato per Futuro Passato nell’ambito di FESTIL 25
in collaborazione con Centro di Residenza delle arti performative del Friuli Venezia Giulia