La creazione prende avvio da una data che ha segnato l’immaginario collettivo italiano: il 26 gennaio 1967, palco del Festival di Sanremo. Da lì, dalle parole e dall’eco di Ciao amore, ciao di Luigi Tenco, si dipana un attraversamento teatrale che interroga l’Italia di ieri e quella di oggi, le sue fratture, le sue partenze, le sue identità sospese.
Ciao Amore non è una biografia né una rievocazione. È un dispositivo teatrale che mette in dialogo le parole di Luigi Tenco con il presente, assumendo il lavoro attoriale come lente attraverso cui osservare una condizione più ampia. In scena, Carmelo Crisafulli non rappresenta soltanto se stesso, ma diventa figura esemplare di una precarietà che attraversa il mondo del lavoro contemporaneo.
Il percorso di un giovane attore nato in Sicilia e residente a Milano — tra provini, contratti intermittenti e precarietà economica — si fa così campo d’indagine per interrogare le radici storiche, politiche e culturali di questa instabilità. Dalle promesse del boom economico alle fratture mai ricomposte tra Nord e Sud, Ciao Amore legge la fragilità del presente come risultato di una storia collettiva: quella di un Paese che ha costruito la propria identità sull’idea di progresso e mobilità, producendo al contempo disuguaglianze strutturali e migrazioni permanenti.
Il teatro diventa allora spazio critico in cui il corpo dell’attore si espone non come caso individuale, ma come superficie su cui si inscrivono le contraddizioni della società contemporanea.
una creazione also.known.as.
con Carmelo Crisafulli
testo e messa in scena Simone Corso
con ricordi di Carmelo Crisafulli
e parole di Luigi Tenco
collaborazione artistica Jovana Malinarić
supporto tecnico Adele Di Bella
grazie a Enrico Castellani
produzione Nutrimenti Terrestri
è una commissione del Collettivo UMANA